Si chiamava Roberto Riva, 45 anni di San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona, tifoso dell’Hellas. Roberto è morto, al policlinico di Borgo Roma, per cause ancora da accertare. Nessuno ne parla, nessuno informa, se non rare eccezioni. Il calcio dei divieti, degli scioperi di calciatori super pagati, questa morte non ha alcuna valenza. Nel football card, stile inglese, la violenza è stata sconfitta. Un silenzio squarciato dal dolore della madre che racconta una trista vicenda, analoga ad altre morti nel calcio. La madre di Roberto racconta le fasi del dopo Verona – Pescara, gara della prima giornata di serie B.
«Quando è tornato, mi ha detto che lo avevano visitato, ma era risultato negativo a tutti gli esami. Anche quella notte, però, i dolori non lo hanno fatto dormire». È qui che la madre ha chiesto di spiegare al figlio cosa fosse successo. «Mi ha detto che venerdì allo stadio c’era stata una rissa con i tifosi della squadra avversaria e che poi i carabinieri lo avevano picchiato», continua. «Gli ho chiesto se aveva preso una manganellata. “Altro che una, ne ho prese tante”, mi ha risposto».
La situazione è peggiorata domenica, e il giorno dopo Roberto è stato accompagnato all’ospedale: «Alle 13 mi hanno telefonato dall’ospedale. Mi sono precipitata là: un medico mi ha detto che mio figlio non avrebbe superato la notte».
Una morte strana, un silenzio che fa rumore. Le cause della morte verranno accertate dall’autopsia, ma non si può accettare il silenzio. Nessuna notizia di incidenti nel dopo gara, nessuna notizia che una persona ha perso la vita. Il racconto della madre fa venire in mente un’altra morte nel calcio: Stefano Furlan. Tifoso triestino, picchiato e denunciato dai carabinieri, morto dopo essere tornato a casa. Il calcio ha seppellito la passione ma non può permettersi il lusso di fare lo stesso con le vite umane. Al tempo della tessera si continua a morire, come negli anni passati. Oltre il dolore, rimane la sete di verità e giustizia. Sognando un calcio con dei veri valori.
Giampaolo Cataldo
—————-
RICEVO E PUBBLICO
Cos’è successo a Verona? Perché e come è morto un uomo di 45 anni all’indomani di Hellas Verona-Pescara? Chi ha visto? Cosa sapranno dirci i referti medici? In attesa dell’autopsia e delle eventuali indagini degli investiogatori per chiarire modalità e dinamica del decesso, il mio cordoglio giunga sincero alla famiglia Riva. Mai più altri CUORI TIFOSI.
Maurizio Martucci
L’ultima stracittadina ha segnato un punto importante nel percorso della memoria dei Cuori Tifosi.…
“La mia storia è simile a quella di Gabriele Sandri e Stefano Furlan, solo che io sono ancora vivo…
Si chiamava Roberto Riva, 45 anni di San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona, tifoso dell’Hellas.…
PUO’ NASCERE E SI PUO’ FARE CULTURA, PARTENDO DA UNA TRAGEDIA? LA FONDAZIONE GABRIELE…
Come in Italia nel 2007, in Inghilterra ancora morti, bugie, scontri, assalti alla Polizia. E partite…