Hanno fatto prima i tedeschi che le istituzioni italiane. In attesa del nulla osta definitivo di Autostrade per l’Italia SpA (tra imbarazzanti colpi di scena e nodi burocratici, la pratica è ancora ferma negli uffici del Comune di Civitella in Val di Chiana ed in quelli della Prefettura di Arezzo!) è spuntata un’inattesa targa per Gabriele Sandri nella stazione di Badia Al Pino Est. Scoperta con tanto di candele e di silenzioso minuto di raccoglimento, con gente religiosamente disposta in semicerchio, occhi lucidi e commossi, in un atto di vera e propria liturgia civile officiata a cielo aperto, per non dimenticare.
C’erano decine di tifosi del Bayern Monaco (in trasferta a Roma per la Champions League). Hanno affisso la targa nella notte del 24 Novembre. “Negare la targa a Gabriele è qualcosa di assolutamente disumano, è una vergogna”, dicono quelli del gruppo Schickeria, promotori dell’iniziativa. “La sua non è stata una morte accidentale. Gabriele è stato vittima di una violenza sproporzionata. Non abbiamo voluto accettare tutto questo. Con la nostra iniziativa abbiamo voluto rendere il nostro piccolo contributo affinché Gabriele potesse ricevere una targa e un ricordo degno della sua grave vicenda, e magari un po’ di attenzione in più per la sua storia di inaccettabile vergogna e violenza. Per questo abbiamo deciso di incidere una piccola targa commemorativa in metallo”. Tradotto nella nostra lingua, il culto del rispetto di un martire d’Europa d’età contemporanea. Alla faccia delle nostre figure all’italiana. Alla faccia di chi, prima, ha volutamente ignorato la civilissima richiesta di 25.000 firme di cittadini italiani e poi ha pensato di gettare in un labirinto burocratichese una stele per Gabbo che ancora deve essere affissa.
Adesso cosa succederà?
Qualcuno proverà a staccare la targa dei tifosi tedeschi?
Qualcun altro insorgerà? E perché mai?
Oppure arriveranno le autorizzazioni delle istituzioni italiane per poterne affiancare un’altra con scritto IN RICORDO DI GABRIELE SANDRI, CITTADINO ITALIANO?
O forse si dovrà cambiare la dicitura finale in “CITTADINO EUROPEO”?
Più passano i giorni e più si capisce che questa vicenda sta assumendo sembianze grottesche e che la volontà di memoria sorpassa anche i nostri confini nazionali.
Nella vita c’è sempre qualcosa da imparare. Soprattutto, come per quest’azione, se ad agire sono ragazzi animati da sani principi e che chiedono semplicemente il rispetto per un loro coetaneo a cui la vita è stata strappata. E non per volontà sua.
Mai più 11 Novembre. Nie wieder 11. November
Maurizio Martucci
dal blog del libro CUORI TIFOSI - cuoritifosi.ormedilettura.com


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